la differenza che fa la differenza
Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 22-09-2008
Tag:coaching, obiettivi, squadra, team building
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Quanti di noi considerano la diversità del nostro compagno di squadra come un carisma da utilizzare, come una risorsa fondamentale per crescere insieme?
La più ovvia risorsa a disposizione del gruppo sono i suoi differenti componenti: le persone che sono state assunte o che si sono candidate a farne parte, ognuna con i propri carismi, le proprie differenze, con le proprie competenze, specializzazioni, capacità ed esperienze che andranno a definire il tipo e la qualità del contributo offerto al lavoro del gruppo. Sottolineare l’importanza dell’essere umano che partecipa al gruppo in termini di risorsa, sottolinea l’importanza e la crucialità del momento in cui il gruppo prende vita. I gruppi che lavorano con efficacia al raggiungimento dei risultati l’individuazione delle singole risorse è un processo che richiede una forte considerazione strategica delle scelte. La scelta delle risorse da mettere in campo è determinata in modo da ottenere:
COERENZA tra le competenze che le persone possiedono e la natura delle attività che saranno chiamati a svolgere.
COMPLEMENTARIETA’ nel senso di armonizzazione delle diverse competenze che le persone possiedono al fine di ottenere la massima competenza complessiva del gruppo.
È sostanziale considerare come l’estremizzazione di queste due caratteristiche nella scelta delle persone e relative competenze nella formazione del gruppo può generare inefficacia e sterilità del gruppo stesso.
Infatti, esasperare la coerenza può generare la sterilità del gruppo andando a limitare ed anche impedire la complementarietà: se consideriamo un gruppo di soli ingegneri, il pericolo che si rischia di correre è la quasi assoluta assenza di idee creative… mancano in pratica le risorse che esprimano idee immaginando il risultato finale senza per forza aver effettuato simulazioni al pc o infiniti calcoli matematici. Se formiamo un gruppo estremamente coerente, composto esclusivamente da risorse umane che hanno caratteristiche puramente razionali finiamo col perdere la possibilità di trovare soluzioni creative ai problemi, come di contro un gruppo estremamente irrazionale, abituato ad agire con solo l’ausilio della fantasia, alla lunga corre il rischio di trovarsi senza nessun legame col terreno.
Così l’estremizzare l’eterogeneità delle risorse del gruppo, può mettere in pericolo la possibilità di integrare tutte le competenze, finendo per far crollare i ponti che fanno interagire le diverse competenze. Quante volte ci siamo trovati di fronte persone che esprimevano questa situazione con termini del tipo: “il nostro gruppo va a rotoli perché abbiamo formazioni troppo diverse e quindi è impossibile collaborare e trovare insieme soluzioni funzionali al raggiungimento della meta prefissa.”
Le analisi e gli studi effettuati da eMOTIONpnl con e sui gruppi e le aziende affidate ci portano ad affermare che il miglior equilibrio tra coerenza e complementarietà delle risorse umane si crea di volta in volta che il gruppo si struttura e si confronta con situazioni pratiche in cui è chiamato ad interagire. Ogni gruppo è portatore di una storia che è la sintesi delle esperienze che il gruppo stesso fa nel confrontarsi con gli obiettivi e le sfide che il mercato presenta. In verità, pensare che la questione coerenza e complementarietà delle risorse sia qualcosa che preceda la composizione del gruppo è un falso concettuale, infatti, ogni gruppo dal momento in cui si confronta con obiettivi e mete nuove è nuovo di per sé. Ogni componente del gruppo dal momento in cui si trova ad interagire con i suoi compagni di squadra su un nuovo progetto, in realtà è portato a scoprirsi per far conoscere le proprie competenze ed a scoprire e conoscere le nuove competenze dei suoi compagni di team.
Per ottenere il massimo frutto dalle nostre risorse umane, è fondamentale utilizzare le diversità di cui sono ricche e metterle in interrelazione per ottenere un insieme ricco in quanto eterogeneo, coerente e armonioso. L’integrazione è in questo senso la chiave di volta per ottenere il massimo frutto da diversità, coerenza, e complementarietà.
In sintesi, quando i partecipanti percepiscono che il gruppo è in grado di utilizzare la diversità dei suoi componenti, costruendo sull’eterogeneità l’efficacia delle proprie performance, saranno anche più inclini a riconoscere e dichiarare la propria specializzazione e quella del proprio compagno di squadra. Il gruppo che ha coscienza della risorsa che ogni partecipante al gioco fornisce, favorirà la differenza che integra e consente l’adempimento degli obiettivi ed eviterà la differenza che divide e che produce l’antagonismo oppositivo.


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