ascoltiamo la nostra meraviglia
Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 27-11-2008
Tag:arte di esistere, bussola, noi
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La solitudine è una delle condizioni fondamentali da cui facciamo esperienza del mondo. Si viene al mondo soli e soli lo si lascia; tra queste due condizioni di solitudine creiamo ogni genere di rapporto e relazione più o meno conflittuale o serena. La solitudine è un’esperienza straordinaria di cui gioire. La solitudine anche nella linguistica assume una connotazione differente dal concetto di isolamento.
L’isolamento è la condizione di emarginazione e sofferenza data dalla mancanza dell’altro da noi, la solitudine è la condizione in cui siamo noi soli a donarci tempo e risorse per ascoltarci e comprenderci.
Ascoltandoci possiamo scorgere il significato, il senso e la direzioni che vogliamo avere nella nostra vita. Incontrare noi stessi è la più grande scoperta che possiamo fare durante la nostra esistenza, questa scoperta si ottiene quando siamo stati capaci di stare da soli per ascoltarci e conoscerci.
Quando abbiamo fatto esperienza NOI SOLI, abbiamo scoperto la nostra vastità… abbiamo potuto ascoltare l’intero universo, dal momento in cui abbiamo compreso l’eternità e la vastità del nostro essere abbiamo compreso come l’esistere è infinito senza confini e limiti. L’eternità nel passato e quella nel futuro ci appartengono entrambe. Il presente diviene il punto di fusione ed incontro tra le due estremità.
Quando abbiamo potuto fare esperienza della nostra solitudine, siamo stati in grado di conoscerci. Il ricordo di noi stessi è la più grande ricchezza per incontrare la meraviglia dell’esistere e le sue creature.
Ricordare chi siamo è il principio dell’esistere.
A tal proposito vogliamo donarci un breve racconto:
un giorno una leonessa incinta stava saltando da una collinetta ad un’altra e nel mezzo delle due vi era un gregge di pecore, mentre si apprestava a raggiungere la seconda collinetta la leonessa partorì ed il piccolo leone cadde in mezzo al gregge e fu adottato dalle pecore…
era un po’ strano, perché era un molto grosso e diverso dal resto del gregge, venne comunque accolto ed allevato come un vegetariano. Crebbe ed, un giorno, un vecchio leone in cerca di cibo si avvicinò al gregge di pecore e notò subito lo strano scenario che si presentò ai suoi occhi, un leone giovane e forte in mezzo alle pecore e le pecore erano serene. Il vecchio leone seguì il gregge . la sua incredulità crebbè sempre più , perché il giovane leone scappava insieme alle pecore???
Finalmente raggiunse il giovane leone, che implorò singhiozzando: “per favore lasciami andare con la mia gente!”.. il vecchio leone lo trascinò ad un lago vicino, un lago senza increspature, simile ad uno specchio, e lo costrinse a specchiarsi. Avvenne subito una trasformazione: appena il giovane leone vide chi era, le sue forme, la sua forza…emise un possente ruggito; tutta la vallata echeggiò del possente ruggito del giovane leone. Mai prima di allora il giovane leone aveva ruggito in quanto credeva di essere una pecora.
Il vecchio leone disse: “il mio compito è terminato, adesso sta a te. Vuoi tornare dal tuo gregge?” il giovane leone rispose, ridendo: “perdonami, avevo completamente dimenticato chi sono. E ti sono immensamente grato per avermi aiutato a ricordare”.
Il compito del maestro, è aiutarci a ricordare chi siamo.
Spesso ci identifichiamo con ciò che crediamo essere la nostra gente… dimentichiamo la nostra essenza divina. Dentro di noi ha sede il divino che si riflette fuori di noi in ogni cosa.
Guardiamo dentro di noi e conduciamo fuori di noi la meraviglia che siamo.
Stare da soli è una magnifica opportunità, una magia in quanto possiamo scorgere la nostra divinità e l’infinito che risiede nel nostro cuore.
Dimenticare la nostra meraviglia è l’unico grande peccato che possiamo creare.
Adesso scegliamo di esplorare la nostra divinità.


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Verissimo, ricordiamoci che ogniuno di noi è unico e per questo speciale, impariamo a fare ciò che veramente ci piace e ci fa vivere serenamente, così da riscoprirci ogni giorno!! Il gregge di pecoroni è per i deboli e noi siamo dei vincenti!!
grande marinella certo ancor meglio tra leoni e pecore è straordinario poter essere agnelli …amanti dell’esistere… gaudenti nello sperimentare nel noi tutto/i
….buonviaggio nel grande gioco della vita