sulla vergogna. . .
Posted by eMOTIONpnl | Posted in Blog | Posted on 27-12-2008
Tag:arte di esistere, bussola, emozioni
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Vergogna e colpa sono un’altra delle esperienze che caratterizzano e spesso pervadono la nostra vita. La vergogna è una sensazione di inadeguatezza, di essere in-adeguati, di avere meno di quello che serve…
Ognuno sicuramente la riconosce e vive con connotazioni e sfumature particolari, ciò su cui sicuramente concordiamo è la spiacevolezza con cui viviamo questa esperienza. Quando sprofondiamo nell’isola del rifiuto e sentiamo la colpa e la vergogna nei confronti di qualcosa o qualcuno, disconosciamo la nostra persona. Energeticamente subiamo una caduta di energia, tutto sembra richiedere troppo “sforzo” e ci immaginiamo del tutto in-competenti in qualunque cosa, pensiamo anche di essere inadatti a ricevere amore.
In oltre, per confermare il tutto, cominciamo a comportarci in modo da confermare la sensazione che ormai a preso il controllo dei nostri pensieri, delle nostre emozioni, ed ora domina anche la parola, la fisiologia ed i comportamenti: Cominciamo a dire idiozie, lasciamo tutto in disordine, evitiamo di completare ciò che abbiamo iniziato o lo facciamo sciattamente e con poca voglia, camminiamo e ci muoviamo con aspetto frastornato e confuso finendo poi col sentirci in colpa per ciò che facciamo e per come lo facciamo.
Quando indossiamo gli occhiali della colpa e della vergogna, vediamo un mondo in cui tutti sono migliori di noi, tutti gli altri hanno successo , mentre noi siamo destinati a fallire, questo è ciò di cui siamo convinti ed a cui siamo destinati.
Abbiamo creato questo scenario e facciamo di tutto per confermarlo e renderlo il più reale possibile.
Possiamo ricordarci dell’ultima volta che ci siamo sentiti esclusi o che abbiamo vissuto una sensazione di
In-appartenenza, o quando siamo stati rifiutati o abbiamo fallito qualcosa di importante, o quando qualcuno che guardavamo con ammirazione ci ha detto qualcosa che ci ha ferito. Questi momenti provocano la nostra vergogna, e quando lasciamo alle nostre emozioni la possibilità di travolgerci sentiamo di essere del tutto in-adeguati rispetto al tutto ed a tutti.
Tendiamo a rafforzare la vergogna con la nostra vocina interiore che continuamente ci valuta e giudica, chi parla sono tutte quelle leggi, regole, convenzioni, dogmi, precetti che gli altri ci hanno donato ed inculcato attraverso i processi educativi. Le voci interne sarebbero del tutto prive di senso senza la vergogna, è proprio l’emozione della vergogna che funziona come in un circolo vizioso a confermarne la veridicità e la validità, quasi a volerci differenti da quelli che siamo.
L’aspetto paralizzante della vergogna risiede nel fatto che ci toglie la percezione di noi stessi, noi acquisiamo significato rispetto agli altri che hanno il compito di misurarci, confermarci e donarci senso e significato.
Noi esistiamo solo in funzione degli altri.
Spesso tendiamo a disconoscere la sensazione di vergogna e questo perché siamo totalmente identificati con essa da essere incapaci di vederla.
Tutti noi sperimentiamo in modo differente il la sensazione di vergogna, e tendiamo ad affrontarla in modi differenti. Per alcuni di noi si trova in superficie e si fa sentire con un continuo senso di inadeguatezza tanto pervasivo da determinare la nostra vita e le nostre relazioni, in questo caso siamo totalmente identificati con l’immagine del perdente che merita di essere rifiutato ed emarginato.
Altri tra noi provano periodicamente un senso di mancanza di valore ed un senso di affermazione ed adeguatezza, alternano successi ad insuccessi in funzione delle risposte che ricevono dagli altri. Altri ancora hanno compensato il senso di vergogna con la visione del mondo come perdente mentre loro sono gli unici vincitori.
La vergogna è la causa di molti comportamenti automatici. Quando siamo identificati con la vergogna proviamo sfiducia nei nostri confronti e siamo dipendenti dall’affermazione e dalle cure degli altri.
Per sfuggire alla paura diventiamo compiacenti, ci diamo da fare freneticamente affinché riusciamo a colmare il vuoto datoci dalla vergogna.
La vergogna tende a perpetuare se stessa: ci spostiamo verso gli altri cercando la conferma e la sicurezza. Viviamo nel compromesso, ci relazioniamo nel compromesso ed abituandoci a vedere noi stessi come persona tendente al compromesso tendiamo ad alimentare di vergogna la nostra immagine.
Questo comportamento richiama il rifiuto, abbassando ancora di più la nostra autostima che genera ulteriore vergogna fino a condurci a comportamenti compulsivi e di dipendenza.
Esploriamo l’emozione della vergogna:
quando cominciamo ad ascoltarci ed esplorare le cause scatenati la sensazione della vergogna, possiamo sviluppare il sentimento di comprensione per noi stessi. Comprendiamo come siamo meravigliosi e del tutto adeguati ad esistere e sperimentare gioia ed amore.
Possiamo quindi cominciare ad osservare la vergogna, sentirla e comprenderla, e possiamo anche cominciare a giocare con la vergogna, aumentando il margine di insicurezza. Questo secondo approccio alla vergogna implica il correre dei rischi, sfidare il nostro sistema di credenze, le nostre paure lasciando all’esperienza svelarci ciò che è reale.
Per liberarci da…ll’esperienza della vergogna possiamo attuare quasi un rito di passaggio, un processo che ci rende profondamente umani e sensibili. Può essere e sicuramente lo è necessario l’utilizzo di un’altra straordinaria emozione, la rabbia. Utilizzando la rabbia nei confronti di coloro che ci hanno indotto a sperimentare vergogna e colpa possiamo cominciare a sperimentare la libertà dall’altro, altri e cominciare a percepire il valore per ciò che siamo e sperimentiamo.
Quando abbiamo preso coscienza che ogni esperienza dolorosa o meno è funzionale alla nostra esistenza, possiamo aprirci ad una comprensione più profonda dell’esistere sperimentando gratitudine e meraviglia per le straordinaria opportunità che la vita ci dona e ci concede…
Grazie, eMOTIONpnl…


La solitudine è una delle condizioni fondamentali da cui facciamo esperienza del mondo. Si viene al mondo soli e soli lo si lascia; tra queste due condizioni di solitudine creiamo ogni genere di rapporto e relazione più o meno conflittuale o serena. La solitudine è un’esperienza straordinaria di cui gioire. La solitudine anche nella linguistica assume una connotazione differente dal concetto di isolamento.
Espandiamo il nostro stato di coscienza, la nostra consapevolezza, superiamo i nostri confini mentali che ci fanno credere di essere individui separati dal tutto.
Quante volte ci è capitato che qualcuno ci dicesse “sei un egoista”? i nostri genitori, gli amici, il partner, i figli…
L’intera creazione esiste in noi, e tutto quello che è in noi esiste anche nella creazione. I confini che percepiamo tra noi ed un oggetto sono illusori, come è illusoria la distanza che esiste tra oggetti molto distanti tra loro. Tutte le cose, le più piccole, le più piccole come le più grandi, sono presenti in noi, un unico atomo contiene tutti gli elementi della terra. Un solo movimento dello spirito comprende tutte le leggi della vita. In unica goccia d’acqua si cela il segreto dell’infinito oceano. Un’unica nostra manifestazione rivela tutte le manifestazioni della vita.
Come possiamo avere la forza, la determinazione, il coraggio e la chiarezza per rendere efficaci le nostre azioni ed ottenere ciò che desideriamo da Noi stessi e dagli altri?
Uno dei quattro motori che muovono l’essere umano nella navigazione della vita sono i bisogni istintivi.
L’uomo nasce in quanto seme, è una potenzialità. Questo è un fatto unico e straordinario, in quanto in tutta la creazione l’uomo è la creatura che ha la meravigliosa fortuna di scegliere come far fiorire la potenzialità di cui è custode ed amministratore. Tutti gli altri esseri sono in qualche modo predestinati. Un cane nasce come cane, e tale resterà per tutta la vita. Il leone nasce come leone. L’essere umano nasce come seme e nel corso della sua esistenza si trova nelle condizioni di poter scegliere o evitare di scegliere come far maturare e germogliare il seme che è in lui. Tutti gli animali nascono perfetti mentre l’essere umano è il solo animale imperfetto in quanto ha la possibilità di scegliere il futuro che desidera e quindi scegliere la direzione.
Per giungere alla formulazione della parola partiamo dalla percezione, passiamo attraverso il pensiero e quindi giungiamo alla parola.
eMOTIONpnl è il metodo creativo per lo sviluppo e la scoperta dell’essere umano nella sua totalità
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